Capita sempre più spesso che all’avvio di iniziative nuove e, forse, innovative, comunque diverse dal solito, molti si sentono coinvolti e si avvicinano a sostegno con adeguato slancio, particolarmente se i destinatari dell’ impegno profuso sono ragazzi, giovani, alcuni bambini, spesso i propri figli. E’ fisiologico, però, che, allo scemare della novità resta l’impegno a sostenere ciò che all’inizio era bello e tanti ritornano a guardare la cosa ancora con entusiasmo ed interesse, ma dall’esterno, forse per indisponibilità di tempo, forse per incomprensioni o forse semplicemente per noia. Si consolida il tutto, alla fine, sui soliti noti: tre o quattro che forse per disponibilità di tempo, per incomprensibile passione o per vincere la noia, si dedicano a sostegno dei ragazzi . Inizia così il circolo dei se, dei ma, dei però. E’ indubbio che il successo dei propri giovani è proporzionato all’impegno degli adulti che gli stanno vicino, a prescindere della capacità e competenza degli stessi nella disciplina dai ragazzi praticata. L’obiettivo tende a consentire al ragazzo di praticarla al meglio la sua disciplina, non certamente ad acquisire meriti. Dedicarsi a dei ragazzi, sostenendone i loro progetti, occupando più o meno tempo, disinteressatamente, anche se per molti sembrerebbe fine a se stesso, di fatto si riflette sulla società che si vive, determinandone implicitamente una crescita che solo chi è mentalmente libero riesce a vedere in modo esplicito. Sostenere dei ragazzi rende partecipe alla costruzione di quell’arcobaleno, più volte citato, di congiunzione tra il passato ed il futuro, tra il vecchio ed il nuovo e si viene proiettati, insieme a loro, seppur mentalmente, a ciò che sarà. E’ in loro l’intensità dei colori che via via in noi si sono naturalmente ingrigiti. Se il dirigente scolastico di turno concede risorse affinchè i ragazzi percorrono il loro progetto, non sta facendo loro un favore, sta facendo scuola. Se il Parroco concede la sua chiesa; non come luogo, ma come spazio; non sta facendo un favore ai ragazzi, sta facendo Chiesa. Se il Sindaco dona loro ogni supporto tecnico, per il successo della loro opera, non sta facendo un favore ai ragazzi, sta facendo pubblica amministrazione. Fare scuola, chiesa, amministrazione non si risolve nel fare favori, ma fare società. Contratto sociale. Purtroppo si penserà che alcuni, nel sostenere le proprie idee, si arroccano su delle posizioni idealistiche e concettuali che sembrano non considerare le necessità degli altri, spesso incalzanti, pressanti forse sacrosante domande a cui dare risposte, senza capire, però, che si tratta di altri spazi mentali. Sta nel coraggio di ognuno decidere se scostarsi dallo stereotipo della funzione ricoperta o rivoluzionarne l’aspetto. Nessuno condannerà chi farà scuola con i compitini per casa, o chi sgranerà rosari a salvezza della propria anima o chi semplicemente si realizzerà abbellendo una piazza. E’ legittimo e come tale rispettabile, ma non necessariamente condivisibile. C’è chi trova interesse solo nelle cose nuove, pur non considerando le vecchie meno importanti, solo non interessanti per se. C’è chi preferisce ascoltare ragazzi schiamazzare inconvulsamente ed immaginarne il divenire, ad una geriatrica partita di bocce seppur necessaria e salutare che volge al termine.
I giovani e i loro progetti
Pubblicato da salvatorelarocca su 4 giugno 2011
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La calabria migliore dei poveri illusi
Pubblicato da salvatorelarocca su 9 gennaio 2011
Finite le tanto attese vacanze natalizie, si ritorna a scuola, il momento meno atteso per ogni studente, di ogni classe, di ogni parte, non tanto, forse, per il semplice fatto di tornare a scuola, ma per l’alzataccia mattutina per tutti loro, di ogni ordine e grado. Se poi, per oltre la metà di loro,delle nostre periferiche contrade significa le sei del mattino, in pieno inverno, vista la dislocazione degli istituti superiori nei grandi centri, non è certamente piacevole, anzi. Comunque sia, riparte l’attività didattica, che impone ai ragazzi di affrontare il periodo più importante, quello che deciderà il buon esito degli sforzi fatti o meno. Ma mentre tutto si avvia alla normalità, qualcuno decide che non vale la pena partire di venerdì, facendo forse fede alla vecchia massima, che di “Venneri e di marti non si spusa e nno si parti” aspettando lunedì o facendo finta di partire, da una parte si e dall’altra no, tanto per due giorni nessuno, forse, dirà nulla. Potrebbe anche starci, se a pensarlo fosse uno studente un po’ sfaticato o che si fosse attardato nei partitoni natalizi, ma non può, o non potrebbe essere accettato, se a pensarlo è la ditta, concessionaria della zona, degli autoservizi. Ma tant’è! Dopo l’alzataccia, si cerca di capire perché si resta a piedi. Non ci sono stati , forse, annunci di scioperi. Le corse ordinarie sembrano esserci, partono i tam tam degli sms. La corsa Dinami-Palmi non c’è, anzi si, ma non è la corsa studenti, l’altra, da Monsoreto salta, è il venerdì. Sabato manca del tutto la Dinami-Palmi. Si cerca allora di arrivare a Laureana di Borrello per quella corsa che ariva da Monsoreto, ma nemmeno da lì ci sono i pullman. Di nuovo a piedi. Ma le lezioni sono riprese venerdì, non può essere una questione di organizzazione, non può cogliere di sorpresa la ripresa della scuola, esiste un calendario scolastico regionale, noto sin dall’estate. Si cerca allora di capire cosa ha determinato il disservizio, saranno dei guasti. Si chiama l’azienda trasporti incaricata, ma gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì. Sapranno qualcosa gli uffici dell’assessorato regionale ai trasporti? Forse, ma l’U.R.P risponde dalle 10.00 alle 12.00 da lunedì a venerdì e oggi è sabato. Rinviamo tutto a lunedì. Ma lunedì le corse dei pullman dovrebbero riprendere regolarmente, speriamo, e l’attività scolastica iniziare a girare a pieno regime. Qualche ragazzo ha fatto quel ponte tanto richiesto e non concesso, qualcuno (qualche centinaio) si è alzato invano, per qualcuno c’è stato il papà disponibile, qualcuno ha cercato di riaddormentarsi, qualcuno se n’è disinteressato, a qualcuno non interessa, alla fine sono solo due giorni, ma nonostante tutto, qualcuno spera in una Calabria migliore. Povero illuso.
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Avvicendamenti
Pubblicato da salvatorelarocca su 2 gennaio 2011
Rimpasto di metà mandato nella giunta municipale del nostro piccolo paese, con l’avvicendamento di due dei quattro assessori che formano l’assise di governo del più piccolo paese della provincia di Reggio. Con l’approvazione dei diretti interessati sono stati revocati gli Assessori Furci e Montorro con contestuale nomina del consigliere Ganino e Scarfò, per il prosieguo dell’espletamento dell’attività amministrativa a favore dei cittadini. Non passa però inosservata la nomina del consigliere Scarfò Antonino in evidente contrasto con la sua posizione in seno del consiglio comunale, di fatto, unico componente di opposizione. Come si ricorderà, in effetti, nell’imminenza delle elezioni amministrative del 13 e 14 aprile 2008, l’amministrazione uscente, con Scarfò vice sindaco, si trovò nell’effettiva possibilità, come poi successe, di non avere una lista contrapposta e vedersi inficiata l’elezione per mancanza di quorum. Per ovviare a tale probabilità si decise di coinvolgere amici e parenti per una seconda lista, diciamo civetta, con a capo proprio il vice sindaco Scarfò. Già da subito, però, la formazione delle due liste aveva provocato il malcontento di qualche componente che non aveva ben capito lo spirito della composizione delle stesse, trovandosi in quella che avrebbe dovuto essere, per così dire, la “lista sfidante” e non gradendo si era allontanato, pur restando candidato. Il problema più grosso, però, nacque quando lo stesso Scarfò si convinse , o si fece convincere, che invece di essere lo sfidante “materasso” poteva aspirare a vincere l’elezioni e diventare sindaco, causando le ire e dure reazioni dei componenti della compagine sua stessa amministrazione uscente. L’esito della votazione fu comunque favorevole agli uscenti senza, causare comunque una certa tensione per l’incertezza del voto che in effetti si svolse, quasi, come tra due liste effettivamente contrapposte. Naturalmente non poteva e non passò sottotono il comportamento del vice sindaco, compromettendo seriamente i rapporti tra lo stesso e il resto dell’Amministrazione, forse fino al personale con qualcuno. A tale scelta, comunque, l’ex vice sindaco tenne fede, entrando in consiglio comunale da minoranza, con proprio gruppo consiliare ed in opposizione, cosa diversa per Ganino, anche’egli eletto nella lista civetta, che nella prima seduta consiliare dichiarò l’appartenenza alla maggioranza. Non si conoscono i motivi odierni della decisione del consigliere Scarfò, forse il periodo natalizio, forse emulo dell’andamento nazionale, sicuramente non potrà essere l’indennità di carica visto che le toccheranno non più di cinquanta euro al mese, certamente non si può negare, però, che si tratta di passaggi politici creativi di cui il senso, a qualcuno, a prima vista può però sfuggire.
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