Salvatore larocca

Appunti su Candidoni e oltre…

Quanto siamo buoni a Natale…

Pubblicato da salvatorelarocca su 2 gennaio 2010

Africani disinteressati in un concerto

E’ diventata prassi ormai, per molti centri della Piana, organizzare manifestazioni con marce e raduni, coinvolgendo ragazzi africani che si trovano numerosissimi a Rosarno e nell’intero territorio, essendo ormai presenti in quasi tutta la provincia, impegnati nei lavori agricoli della campagna agrumicola e non solo, trovando impiego ormai in quasi tutti i settori. E quale migliore occasione se non le festività natalizie  a placare una opulente coscienza altrimenti troppo rumorosa in eccesso di consumismo che attanaglia e costringe anche al superfluo, prescindendo se si è laici, agnostici o religiosi.  Ecco, ora ci sono loro, i ragazzi africani, assonnati e stanchi di giornate troppo lunghe che iniziano all’alba per tentare di trovar lavoro, che si consumano nei campi per poi tornare in luoghi di accampamento di “case” non case, senza acqua senza nessuna parvenza di casa, ma ricoveri diroccati dove passare la notte all’ addiaccio  fintanto che qualcuno non chiede l’affitto per un qualcosa di improponibile che li costringe a “traslocare” la propria busta di straccetti. Ma ecco che arriva Natale che intenerisce  i cuori e ci slancia in una fratellanza che disarma, che ci fa allargare le braccia ad accogliere i “fratelli” africani, in una integrazione che non c’è, che non c’è mai stata e che si ridicolizza di ipocrisia. Ecco che si portano allora  50 ragazzi stanchi a fare una marcia della pace e della fratellanza  in contrapposizione ad una divisione ed intolleranza che non parte certamente da loro. E non verrebbero neanche alle nostre marce di pace, ai nostri concerti, ai nostri convegni se non fosse per qualche piatto caldo, per qualche indumento dismesso. E non badano assolutamente  al parroco di turno che afferma di averli a cuore più dei propri parrocchiani, non badano affatto al Sindaco che propaganda integrazione per un solo giorno, essendo altre le loro necessità, che si chiamano dignità, rispetto, tutela. Indicibile il cretino che li filma, come fossero bimbetti alla festa di compleanno, e ride. Non serve a nulla far finta che ci si interessa di loro, mascherando di  bontà ciò che si manifesta in evidente buonismo nella sua forma più letterale di eccesso di buoni sentimenti, seppure suggestivo ma assolutamente inconcludente. Sarebbe opportuno, allora, per quanti volessero aiutarli, a rivolgersi alle associazioni che si curano di queste cose, se ce ne sono, evitando di “esporli”, magari in chiese superaffollate, evitandogli l’imbarazzo di una diversità  drammaticamente avvertita se non razziale sicuramente di condizione. E’ un ulteriore aggravare la propria posizione nei loro confronti cercando di regalargli un Dio di cui  magari non hanno mai sentito parlare, ma che non alleggerisce le coscienze, perché anche il Natale dura appena un giorno, dopo di che solo l’indifferenza sarà riservata loro, per un altro lungo anno. Saranno davvero loro ad avere bisogno di queste iniziative o la nostra ipocrisia?

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