Salvatore larocca

Appunti su Candidoni e oltre…

Analisi di un territorio al voto.

Pubblicato da salvatorelarocca su 1 aprile 2010

Osservare i vari interessi e movimenti politici-elettorali delle ultime regionali con occhio critico   quasi da esterno, non certo per indifferenza ma per semplice disincanto, consente di arrivare a conclusioni asettiche e analizzare la ricaduta dell’esito dell’evento sul territorio e, specificatamente, nella Piana di Gioia Tauro. I 33 comuni interessati sono un corpo elettorale di 124.866 effettivi su un totale di voti espressi nell’intera provincia di Reggio Calabria di 320.432.  Su questa valanga di voti la Piana ne ha espressi in totale 79.778. Prescindendo dalle forze politiche e restando ai numeri i 10 eletti del partito maggiore di opposizione sommano 79.230 voti andando ad occupare 1/5 del consiglio regionale. Il risultato pianigiano, però, è stato ben diverso.  “Il popolo è ammirevole nella scelta di coloro a cui affidare qualche parte della propria autorità…”  descriveva ingenuamente Montesquieu la capacità di discernimento del popolo per la scelta dei propri rappresentanti, sapendoli più o meno capaci di valutarne le gesta e trarne le dovute conseguenze.

Non si può, però, delegare la rappresentatività che per il bene del proprio territorio, non essendo mai stato contemplato il proprio interesse o vantaggio in modo diretto ma solo derivato, nel senso che si auspica di determinare, con le proprie scelte,  il benessere del proprio territorio che ricade necessariamente sull’individuo che lo abita. Da  tantissimo tempo ormai, da quando cioè il sistema partitico si è andato sgretolando, limitandosi sotto i colpi della propria corruzione,  la valutazione dell’individuo ha preso il posto delle ferree adesioni alle correnti politiche, pur restando, comunque, nei ranghi dell’ideologia politica complessiva. Questo almeno per quanto riguarda la scelta dei rappresentanti locali e, squisitamente, per le elezioni amministrative. Ciò che in sostanza la Lega Nord attua a più ampio respiro, partendo però proprio dalle elezioni amministrative,  per una sempre maggiore ricaduta sul proprio territorio.  Sic et simpliciter, non si guarda il partito ma la persona molte volte a prescindere.  Ecco che allora nel delegare la rappresentatività  si ripone la fiducia nell’esponente di spicco o presunto tale, espressione del proprio territorio a vantaggio e tutela dello stesso e per farne del proprio un territorio che “conta” da tener conto, cioè,  nel momento delle scelte strutturali nei palazzi del governo. Allontanandosi da tale logica, cela nelle scelte, degli aspetti che vanno oltre il giusto senso di rappresentatività che non può essere giustificata nemmeno da sentimento politico se la scelta cade su persone che non hanno neanche una struttura organizzativa nel proprio territorio e non può che essere dettata da interessi privati e/o da sentimenti personali di odio, gelosia, ripicca diretta o indiretta nei confronti di chi è invece espressione di un territorio. Nel primo caso alla scelta dovrebbe corrispondere una contropartita lecita (??) o illecita, nel secondo una effimera soddisfazione. E’ innegabile però che l’interesse del personaggio investito dal favore elettorale nei confronti del territorio che lo ha espresso, non essendone espressione, non potrà che essere residuale, dovendo, naturalmente; rispondere e soddisfare prima gli interessi del proprio territorio dove, sicuramente, l’adesione è stata maggiore.  Si assisterà come sempre a qualche sporadica presenza fisica, mascherata da interesse,  occasione di inaugurazioni con conseguenti interessantissimi proclami di eventi e sviluppi, che dovranno avvenire, ma che quasi mai avvengono, dettate da una sorta di riconoscimento morale. Saranno sempre e solo pochi, nell’ordine di unità, a trarre vantaggio che non importa di che natura, ma   importantissimo per il tam tam da far risuonare affinché aumentano le quotazioni del tizio eletto direttamente proporzionale all’aumento delle aspettative proprie dell’elettore sprovveduto e illuso non solo direttamente dal personaggio, ma anche dal suo amico che trae vantaggio e ne fa da galoppino. E che si bada al proprio vantaggio, quasi a livello di singoli, basta guardare la polverizzazione del voto in tutto il territorio di nostra competenza che, anche per parte dei motivi sopra esposti, vede votate persone che disconoscono anche geograficamente  il nostro territorio, almeno quello dell’entroterra,  oltre a non essere a loro volta conosciuti per non aver mai avuto nessuna visibilità. Ritorneranno a breve le lamentele generali per una Piana di Gioia Tauro con una viabilità improbabile, per un miraggio di lavoro svanito, per ospedali saturi, mancanti  o fatiscenti, dimenticando che non si è stati capaci ad esprimere una propria rappresentatività, a prescindere, restandone “orfani” e come si sa gli orfani, loro malgrado,  godono di un affetto residuale.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.